I sarcofagi egizi di Vipacco/Vipava

Tra tutte le vicende storiche che si sono svolte lungo la Vipavska dolina ne abbiamo trovata una molto singolare la cui testimonianza si trova ancora oggi nel cimitero del paese.

Vipacco/Vipava, allora compreso nella Carniola, diede i natali a Anton Ritter von Laurin (1789-1869), figlio di un ricco proprietario terriero e dotato di grandi attitudini per lo studio e per capacità imprenditoriali.
Laureatosi in giurisprudenza a Vienna e apprese le lingue straniere, iniziò la carriera diplomatica come console generale d’Austria a Palermo dove conobbe la moglie Penelope Beneducci.
Trasferitosi ad Alessadria d’Egitto, svolse l’incarico consolare dal 1834 al 1849 e appassionandosi alla cultura dell’epoca faraonica, ne acquistò numerosi reperti in parte conservandoli nella sua bella villa di città e destinando altri alla Corte Imperiale di Vienna (nota 1) e all’arciduca Massimiliano d’Asburgo (nota 2).
Quando ai piedi della piramide di Kefren, nella piana di Giza, vennero scoperti i rarissimi sarcofagi in granito rosa di Assuan appartenuti a due cortigiani della IV e V dinastia (risalenti rispettivamente al 26esimo e 25esimo secolo avanti Cristo), sir Anton Laurin li acquistò avvalendosi dell’aiuto del mercante Yusuf Masara. (nota 3)

Decidendo di trasferirli nella sua residenza di Vipacco, nel 1845 li caricò su una nave del porto di Alessandria in partenza per l’Europa.
Sbarcati a Trieste i due preziosi quanto pesantissimi sarcofagi vennero caricati su quattro carri trainati ciascuno da una coppia di buoi che attraversando i sassosi sentieri del Carso fino Gorizia raggiunsero la valle del Vipacco per essere depositati nella villa dell’intraprendente diplomatico e destinati alla sua futura sepoltura.
Ma la storia ebbe un altro corso e quando nel 1869 sir Laurin, già ottantenne, si trovava per affari a Milano, passò improvvisamente a miglior vita e a una sorprendente quanto veloce sepoltura nel cimitero monumentale della città.
Le cronache storiche riferirono che poiché nessuno provvide al pagamento per il rinnovo della concessione cimiteriale, il suo sepolcro venne smantellato e la sua salma gettata in qualche fossa comune.

Così, mentre la bella villa di Alessandria venne distrutta dagli inglesi nel 1882, il ricchissimo console von Laurin non potè far ritorno nella natia Vipacco e meno che mai essere sepolto per l’eternità in uno dei due preziosissimi sarcofagi dell’antica e nobile stirpe egiziana.

Come conclusione di questa singolare storia fu scoperto che in uno dei mastodontici sepolcri furono deposte le spoglie di Jozefa Ursic e Jernei Lavrin, genitori di sir Anton, e nell’altro quelle di suo figlio Albert Aleksander, morto a soli 7 anni di età.
Collocati nel cimitero di Vipacco/Vipava e rimasti in balia delle intemperie fino al 1999, i due sarcofagi in granito rosa di Assuan vennero finalmente coperti da una tettoria dove ancora oggi si trovano a testimonianza della loro antichissima storia.

Nella foto (da Staroegipčanska sarkofaga – Vipava) i due sarcofagi 
Foto Fiveprime

DIGITAL CAMERA

Note:
1. Tra il 1845 e il 1851 Sir Laurin spedì a Vienna (presso il Gabinetto Imperiale di Antichità) 17 stele del Medio e del Nuovo Regno, un pyramidion, due grandi sarcofagi in pietra. un coperchio, cinque sculture e tre mummie.
2. Tra il 1850 e il 1855 il console inviò all’arciduca Massimiliano d’Asburgo centinaia di reperti di piccole dimensioni tra cui la sfinge che si trova tuttora in cima al molo del porticciolo del Castello di Miramare.
3. Di sarcofagi come quelli di Vipava, ne esistono soltanto sei in tutto il mondo: due si trovano al museo egizio del Cairo, uno è al British museum di Londra e l’ultimo è di proprietà del Pelizaeus Museum di Hildesheim in Germania e di questi solo uno è in granito rosa di Assuan.

Notizie tratte da:
L. Ruaro Loseri, Massimiliano da Trieste al Messico, Ed. LINT, Trieste, 1986 – museostoriaeartetrieste.it – Articolo “Il Piccolo” aprile 2012

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *