Il Tiglio, l’albero sacro

Il Tiglio (Lipa) appartiene al genere Tilia, nome derivato dal greco ptilon – “ala”  dovuto alla dispersione aerea dei suoi piccoli fiori smossi dalle più lievi brezze.
L’albero, che può raggiungere l’altezza di 40 metri, cresce lentamente per 60 anni poi inizia a espandersi in altezza e larghezza raggiungendo la sua massima dimensione dopo 200 anni e grazie al suo esteso e profondo apparato radicale può vivere più di un millennio. E’ infatti tramandato il detto che i tigli crescano per 3 secoli, restino fermi per altri 3 e ne impieghino altri 3 per morire.
Tra maggio e giugno sotto le sue delicate foglie a forma di cuore crescono dei grappoli penduli da dove sbocciano piccoli profumatissimi fiori di un tenue colore giallo. Dal loro dolce nettare le api forniscono un delizioso miele dall’aroma leggermente vanigliato e dalla essiccatura vengono prodotti degli infusi ancora oggi usati come tranquillizzanti ma noti fin dal XVI secolo come antidoti per le febbri.

Gli antichi popoli germanici ritenevano il Tiglio un albero sacro e usavano appendere sui rami degli oggetti votivi conservati poi come talismani per proteggere le case dai fulmini e dagli spiriti maligni.
Tale venerabilità venne perpetuata anche dalle genti slave che fin dai tempi più lontani piantarono alberi di Tiglio nelle piazze principali dei paesi. Qui solitamente sorgevano anche le chiese ma per tradizione i rami non dovevano mai superare l’altezza dei campanili.

I Tigli davanti la chiesa dell’Arcangelo San Michele a Corgnale – Lokev Gli alberi davanti la chiesa di San Sergio – Črni Kal 
Sotto le fronde del Tiglio si svolgevano le riunioni del sindaco con i suoi 12 amministratori, di quelle dei valligiani per discutere su problemi e progetti o semplicemente per mantenere vivo l’aspetto comunitario dei paesi.
Ogni anno si svolgeva una serata di balli per festeggiare l’arrivo della primavera e il rito della “prima danza” per accogliere i più giovani alla vita adulta.

Un’antica leggenda racconta che quando il potente Re Matjaž venne sconfitto in una battaglia (1) fu imprigionato in una grotta e indotto assieme ai suoi soldati a un sonno profondo fintanto che non fosse cresciuto e fiorito un grande Tiglio. Quando ciò accadde, il Re, profuso di una grande forza, affrontò la battaglia decisiva e riportandone la vittoria volle sancire la pace universale sotto il Tiglio delle 7 cime dove pose un invincibile scudo a difesa delle tentazioni del mondo.
Da allora per la tradizione slovena divenne il “buon Re Matjaž” elargitore di doni e un personaggio di fiabe e racconti.

In ricordo della sua storia leggendaria gli fu dedicata una bella scultura di pietra e un’oscura grotta nei boschi sui confini austriaci del monte Peca.

(foto vnaravi.si) 

(foto pdmezica.si)

Nota 1. Gli storici supposero che il personaggio potesse riferirsi all’ungherese Matija Korvin governatore della Carinzia nel tardo Medioevo (da Wikipedia)

Notizie tratte dal testo “Slovenia” di Steve Fallon, EDT 1995 – lintver.it – Wikipedia  

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