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San Sergio – Črni Kal

Il paese Črni KalSan Sergio, un tempo chiamato Chernicol e Cernicale, appartiene al comune di Capodistria e come tutte le terre di confine vanta una lunghissima storia.
Dopo la caduta dell’Impero Romano e il breve regno degli Ostrogoti, il villaggio fu sotto l’alternato dominio dei Bizantini e dei Longobardi per poi essere annesso nel 788 con tutta l’Istria al Regnum Italiae, fondato nel 774 da Carlo Magno.
Con i suoi figli Pipino e Ludovico I il regno dei Franchi fu esteso al Friuli , alla Carinzia e alla Carniola; con il successore Lotario la parte orientale venne divisa in 4 Contee.
Cessato il dominio franco iniziarono i controlli dei Marchesi di Aquileia, dei Duchi di Baviera e di Carinzia; nel 1040 l’Istria venne nominata provincia immediata e feudo diretto dell’ Impero d’Austria che affidò il governo ai conti Weimar. (1)

L’antica Cernicale si trovava sul percorso che dall’altopiano carsico passava la valle del Risano e la costa adriatica e fu proprio sul colle sovrastante che venne costruita una strategica roccaforte per il controllo del territorio e dei transiti delle carovaniere mercantili.

Nella foto un settore della mappa disegnata da Pietro di Coppo nel 1529
Eretta su una rupe staccata dal ciglione carsico e raggiungibile allora da un ponte levatoio lungo 4 metri, aveva una pianta rettangolare a più piani ma era di dimensioni ridotte, come risulta dalle rimanenti rovine delle mura.

Cessato il governo dei Weimar, la contee dell’Istria e della Carniola con i territori di Trieste vennero conglobate nel grande feudo dei Patriarchi di Aquileia che dominarono sino alla pace di Treviso del 1291 nella quale Capodistria e la fascia costiera furono affidate alla Serenissima mentre l’alta Val Risano rimase sotto il controllo di Trieste.

Ma la Repubblica di Venezia mirava ad estendersi sempre di più e nel 1357 invase tutto il territorio dominandolo fino al 1513 quando l’Impero austriaco affidò a una compagnia di Uscocchi (2) la conquista della Rocca. (3)

Nell’ottobre del 1615 i Veneziani saccheggiarono i villaggi di Ospo e San Sergio lesionando la fortezza che da allora cadde in rovina. (4)

In seguito alle incursioni dei Francesi e al successivo Trattato di Campoformido del 1797, la contesissima zona rimase all’ Impero degli Asburgo e con il Trattato di Schönbrunn del 1809 fu incorporata nelle Province Illiriche.

Divenuta parte autonoma del Regno d’Illiria nel 1815 e del Litorale austriaco nel 1849, il borgo assunse il nome di Črni Kal per essere rinominata nel 1923 come San Sergio. (5)

Trovandosi a sud della Linea Morgan fu parte della Zona B del Territorio Libero di Trieste sotto l’ Amministrazione jugoslava e dal 1991 della Slovenia come frazione del comune di Capodistria.

Il paese è dominato dalla chiesa di San Valentino, costruita nel 1680 su un antico edificio di culto, forse un tempio a Giunone, di cui è stata rinvenuta una statua bronzea in una vicina cava. (6). L’aspetto odierno fu assunto con i restauri del 1912 che tuttavia mantennero alcuni elementi rinascimentali.

Staccato dall’edificio svetta il campanile risalente al 1802 che a causa del terreno franoso pende per oltre 1 metro.

Il paese è piuttosto trafficato per il passaggio di alpinisti verso le pareti rocciose che si stagliano sul sentiero sotto la Rocca offrendo percorsi di varie lunghezze e difficoltà.
Dalle rovine dell’antica Rocca il panorama è davvero splendido spaziando su Capodistria, l’Adriatico, Trieste e sullo spettacolare viadotto che attraversa la verde vallata.

Note:
1. Nobili della Turingia i Conti Weimar furono i primi vassalli a servizio dei Duchi di Baviera e Carinzia a raggiungere le terre del Carso. Ulrico II, l’ultimo della dinastia, prima della sua morte avvenuta nel 1112 cedette i suoi possedimenti al Patriarcato di Aquileia
2. Originari dai Balcani gli Uscocchi divennero spietati guerriglieri e saccheggiatori sulla terraferma nonché pirati sulle rotte turche del mare
3. Questa notizia, riportata nel testo I castelli del Carso Medievale di Foscan e Vecchiet, è però disattesa da altre fonti storiche
4. Ibid
5. Da Wikipedia
6. Notizia riportata dalle Edizioni Touring. Il cartello della chiesa riferisce una possibile datazione del VII secolo
7. Aperto al pubblico nel 2004 con i suoi 1064 metri di lunghezza appoggiati su 11 piloni è il più alto viadotto della Slovenia

Fonti tratte da: Luigi Foscan – Erwin Vecchiet, I castelli del Carso medievale , Ed. Svevo, Trieste, 1985 – Slovenia, Touring Editore, Milano, 2013 – Wikipedia – istriaculture.com

Articolo e foto di Gabriella Amstici