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I campi solcati

I cosiddetti “campi solcati” sono originati dalle azioni dissolutive delle acque pluviali che agiscono con maggiore o minore intensità sulle distese di sassaie e masse pietrose che emergono dalla terra.
Lo speleologo Fabio Forti sostiene che sull’altopiano carsico si trovano le più belle forme microcarische del mondo in quanto proprio la diversa natura delle rocce e l’alternanza del clima hanno modellato le masse pietrose nelle caratteristiche forme delle scannellature, delle vaschette di corrosione e dei fori di dissoluzione.
Nella foto un campo solcato a blocchi Un campo solcato a strati 
Le scannellature carsiche

Sono dette anche “scannellature di corrosione” proprio perché sono caratterizzate dalle corrosioni dorsali scavate dallo scorrimento delle piogge sulle rocce carsiche.
Sui calcari più puri le scannellature sono di diametro stretto e profondo mentre su quelle costituite anche da strutture sedimentarie fossili sono più larghe e irregolari.Le scannellature sono invece mancanti sui calcari dolomitici, argillosi e bituminosi dove l’acqua scorre disordinatamente o si deposita sopra superfici orizzontali.

Le vaschette di corrosione

Sulle rocce più piatte dei campi solcati le acque pluviali formano dei bacini chiamati “vaschette di corrosione” di diverse forme e dimensioni. Numerosissime sul Carso, hanno diametri che non superano i 20 centimetri con alcune eccezioni di 4 metri mentre la loro profondità si aggira dai 5 ai 10 centimetri senza comunque superarne i 50.


I fori di dissoluzione

Le forme microcarsiche dette “fori di dissoluzioni” sono formati dalle penetrazioni dell’acqua nei punti di fratture verticali che a seconda delle loro portate formeranno una serie di fori e di crepacci fino a formare dei veri e propri pozzi profondi anche un centinaio di metri.Questi fenomeni potrebbero già rientrare nei fenomeni di carsismo ipogeo di cui i più spettacolari si trovano a Borgo Grotta Gigante.

Fonte: Dante Cannarella, Il Carso della Provincia di Trieste, Edizioni Svevo, Trieste, 1998.