Archivi tag: il dittamo

I fiori della boscaglia carsica

Durante la bella stagione anche le più selvagge boscaglie del Carso sono ingentilite dalle fioriture di arbusti e piante. Nei primi giorni di primavera sbocciano i ciliegi (Prunus mahaleb), i cornioli (Cornus mas), i biancospini (Crategus monogyma) e le ginestrelle silvestri (Coronilla emerus) che colorano le colline carsiche dopo le desolazioni invernali.

Nelle foto un ciliegio canino (Pino Ferfoglia), il corniolo, il biancospino e le ginestrelle (Wikipedia) 
Tra maggio e giugno fiorisce il dittamo (Dictamnus albus), una pianta perenne aromatica della famiglia delle Rutaceae chiamata anche limonella per il suo intenso profumo derivato dagli oli volatili che si sprigionano dai piccoli fiori bianchi o rosa sbocciati sui lunghi stami.

Nelle foto (plant wordl) i fiori di dittamo

A questa pianta originaria delle mitiche terre di Creta, furono anticamente attribuiti dei poteri magici: bruciata sugli incensieri acuiva le capacità divinatorie e infusa nei decotti guariva le ferite più profonde. (1)

Un altro particolare fiore del Carso è l’elleboro d’Istria (Helleborus histriacus) che diffusosi dalla Dalmazia settentrionale cresce sui terreni più umidi delle boscaglie cresciute sui pascoli abbandonati. Fiorisce tra febbraio e aprile ma la sua sottospecie detta viridis ha la caratteristica di emettere i 5 petali del fiore in un delicato colore verde.

L’elleboro d’Istria (Enciclopedia Monografica del FVG)
Su alcune zone del monte Carso, vive anche l’ Helleborus niger, una piccola pianta che sopravvive agli inverni più rigidi e alle terre gelate. Poiché fiorisce in dicembre è chiamata Rosa di Natale e secondo una tradizione cristiana si ritenne fosse nata a Betlemme.

Nella foto (giardinaggio.net) un Helleborus niger che spunta nella neve
Un’antica leggenda narra che una povera pastorella volesse recarsi alla mangiatoia per offrire un fiore a Gesù bambino ma dopo averlo inutilmente cercato nelle terre vicine scoppiò in pianto dirotto per la mortificazione. Ma dalle sue lacrime cadute sulla neve spuntarono dei delicati fiori bianchi simili a rose profumate di muschio, così li raccolse e li portò in dono al piccolo nato.

Per le proprietà narcotiche a anestetiche delle radici dell’elleboro, gli antichi greci usavano somministrarne dei decotti per ridare senno ai folli mentre per la riconosciuta tossicità di tutta la pianta avvelenavano i pozzi d’acqua dei nemici.

Durante il Medioevo l’elleboro veniva usato dalle streghe per preparare pozioni e unguenti che sarebbero servite per rendersi invisibili nelle notti del Sabba, mentre i maghi ottenevano dalle foglie delle polveri dagli effetti irritanti che provocando una serie di starnuti sarebbero servite per espellere malattie e spiriti malvagi.

Secondo il linguaggio dei fiori regalare in questi giorni dell’anno le rose di Natale, i Christmas flower per gli inglesi, le Rose de Nöel per i francesi o i Christrose per i tedeschi sarà l’augurio di essere liberati dalle nostre pene.

Nota 1: Il fior di dittamo fu menzionato anche da Virgilio che nel XII libro dell’Eneide scrisse:

Qui la madre Venere, turbata dall’immeritato dolore / del figlio, colse sull’Ida cretese il dittamo / stelo dalle rigogliose foglie / e chiamato da fiori purpurei / e tutto il sangue stagnò nella profonda ferita.