Archivi tag: J. W. von Valvasor

Il lago del Circonio

Nella storica regione della Carniola sul versante orientale delle Alpi Dinariche, a 545 metri s.l.m., si trova la vasta pianura del Circonio con un lago molto, molto speciale.
Il Cerkniško jezero rappresenta infatti uno straordinario fenomeno carsico causato dalla presenza di tre fattori concomitanti: i terreni impermeabili, i numerosi inghiottitoi e la confluenza delle acque di tutti i rilievi circostanti, in particolare di quelle intorno al Monte Nevoso.

Nella foto (Enrico Halupuca) uno degli inghiottitoi

Questo lago, unico per la sua complessità e grandezza, ha la singolare particolarità di esistere solo nei periodi di intense piogge, quando raggiunge una superficie di 38 kmq con una capacità di circa 105 milioni di metri cubi di acqua, profonda da 1 a 5 metri fino a un massimo di 6.
Secondo gli studiosi il tutto il bacino di alimentazione ammonterebbe a 475 chilometri quadrati costituiti anche dall’apporto di acque fluviali di cui le maggiori derivano dal torrente Cerkniščica che scorre dal lato nord coprendo un’area alimentativa di 45 kmq.
La formazione del lago può avvenire in un paio di giorni ma a volte dalle cavità carsiche l’acqua erompe con tale violenza da riversare ben 153 metri cubi al secondo allagando completamente il pianoro in sole 24 ore.

Nella foto (Enrico Halupca) il lago nel periodo di piena 

Per la sua vastità il Cerkniško jezero è frequentatissimo sia d’estate, quando si presta alle volate dei windsurf (nota 1), sia d’inverno, quando le banchise di ghiaccio offrono delle inebrianti corse sui pattini.
(foto ilturista) 

Le sue acque sono ricchissime di pesci come lucci, carpe e tinche che riescono a sopravvivere e a riprodursi anche nell’oscurità dei laghetti sotterranei, mentre i boschi incontaminati dei dintorni sono frequentati da decine di specie di uccelli che trovano l’ambiente idoneo per sostare e riprodursi.

Nella foto (Halupca) la fase del ritiro delle acque con alcuni pesci rimasti nelle secche e destinati a morireQuando le acque defluiscono dagli stessi inghiottitoi che le hanno alimentate, tutto il pianoro si trasforma come per magia in una distesa verdeggiante e talmente fertile da permettere le coltivazioni di mais e patate.
Nella foto: campi per foraggio:Ai tempi dello storico greco Strabone (60 a.C. – 21/24 d.C.) il lago di Circonio venne chiamato Lugea palus, riecheggiando l’aspetto lugubre della palude e ancora nel Medioevo fu menzionato come un luogo misterioso le cui acque venivano talvolta illuminate da sinistri bagliori.

Solo nel Seicento lo straordinario habitat di questa vallata è stato descritto ne La gloria del Ducato di Carniola da Johann W. F. von Valvasor (1641-1693) e segnato nelle mappe dell’epoca come Cirkhnizer see. (nota 2)

Nella foto la mappa incisa nel 1689 dal Valvasor: 
Il famoso storico nato e vissuto proprio nelle terre della Carniola, ha narrato che ai tempi della Riforma si svolgeva la caccia alle streghe, con tanto di processi e tremende esecuzioni (nota 3), fatti forse accaduti nei torbidi periodi dell’oscurantismo e che in seguito si sono trasformati nelle mitiche leggende del monte Slivnica. (nota 4)
A quei tempi, ma non solo allora, nelle notti in cui nella vallata si spandevano i richiami d’amore dei cervi, avveniva anche la caccia ai ghiri che attirati dalle mele sparpagliate nei boschi, erano catturati per ricavarne morbidi colbacchi e gli interni dei cappotti.

Sulle meraviglie del lago di Circonio vorremmo qui ricordare i versi di Torquato Tasso (1544 – 1595) nel suo poemetto Il Terzo Giorno del Mondo Creato dove venne esaltata la singolare alternanza di acqua e terra che per tutti i giorni dell’anno offre agli uomini la possibilità di dedicarsi a 3 magnanime attività: la pesca, l’agricoltura e la caccia:

Alla Lugea palude, onde si vanta
La nobil Carnia, lunga età vetusta
Non ha scemato ancor l’onore e ‘l grido.
Quivi si pesca, e poi ch’è fatta
Secca ed asciutta, in lei si sparge il seme
E si raccoglie, e tra le verdi piante
Prende l’abitator gl’incauti augelli;
E in guisa tal divien che in vari tempi
La stessa sia palude e campo e selva

Note:
1. Recentemente sono stati imposti divieti temporanei sia nell’area dei maggiori inghiottitoi che durante la deposizione di uova degli uccelli acquatici; la balneazione è consentita solo in appositi punti. Essendo la zona naturistica protetta sono vietate le imbarcazioni a motore.

2. Per il suo preziosissimo scritto il Valvasor fu nominato socio della prestigiosa British Royal Society di Londra.

3. Sull’argomento sono state trovate delle tracce in alcuni documenti del 1551.

4. Dal Valvasor: “Dall’altra parte del lago si erge il monte Slivnica, dove si trova una grotta, in grado di produrre tempeste, come è noto nella zona. Sulla cima ci sono le streghe, che fanno lì i loro sabba. Sono visibili come piccole luci svolazzanti…”

Notizie tratte da:
Enrico Halupca, Le meraviglie del Carso, LINT, Trieste, 2004; articolo “Il Piccolo” del 2/11/2012; Wikipedia; ilturista.