Archivi tag: L’Equile di Lipica

I cavalli lipizzani

Le origini dei cavalli lipizzani risalgono al 1580, anno in cui l’arciduca Carlo II d’Austria, figlio dell’imperatore Ferdinando I, acquistò dal Vescovado di Trieste i terreni intorno al villaggio di Lipizza destinandoli a un allevamento di cavalli da addestrare per la corte di Vienna.
L’incrocio di stalloni andalusi con le giumente provenienti del Polesine e i pascoli a un’altitudine di 400 metri s.l.m. in un ideale microclima, originarono una razza equina che nell’arco di vent’anni rivelò le sue particolari qualità.

Allenati dai galoppi sui sassosi sentieri carsici, i cavalli irrobustirono arti e zoccoli divenendo resistenti al traino delle carrozze e con i continui addestramenti si adattarono all’obbedienza e al dressage usato dalle guardie d’onore dell’Impero austriaco.

Nella foto (sloveniaturismo.it) la corsa dei lipizzani 
Sotto l’Impero di Giuseppe I d’Asburgo (dal 1705 al 1711) vennero sistemati i sentieri e gli spazi verdi di Lipizza, costruite le stalle e una chiesa mentre a Vienna, tra il 1729 e il 1735 fu allestita la prestigiosa Scuola di Equitazione Spagnola della Hofburg inaugurata con la prima trionfale sfilata di Cavalleria.

Con l’imperatore Francesco II d’Asburgo l’allevamento ebbe in seguito un ulteriore impulso con l’arrivo di purosangue arabi che originarono 6 linee genetiche.

Divenuti celebri per la bellezza del loro mantello bianco e per la loro eleganza, i cavalli lipizzani dovettero affrontare i rischi delle invasioni francesi e se quella del 1797 si risolse con un breve trasferimento in Ungheria, le guerre del 1805 e del 1809 provocarono diverse perdite con il rientro delle mandrie solo dopo il 1815.

Nel 1915, con l’entrata in guerra dell’impero Austro-ungarico con l’Italia, 300 cavalli vennero raccolti in convogli ferroviari e trasferiti tra un borgo di Vienna e un villaggio della Boemia. Solo dopo il 1919 e una serie di trattative furono riconsegnati a Lipica in numero ridotto ma comprendente tutte le 6 linee dell’allevamento.

Con l’invasione nazista del 1943 l’intero branco di lipizzani fu trasferito a Hostau, in Cecoslovacchia, ma si trovò in serio pericolo durante gli ultimi combattimenti tra le truppe russe e quelle delle SS con i carri armati degli americani alle porte.
Fu il colonnello Podhajsky, direttore della Scuola di Equitazione Spagnola di Vienna, a convincere il generale Patton a riunire i cavalli scortandoli fino in una zona sicura. (nota 1)

Nel 1947 i lipizzani ritornarono nell’antico Equile del Carso, in terra divenuta jugoslava dove ormai famosi in tutto il mondo continuarono a riprodursi.

Il parco (foto lipica.org)Nel 1952 a Lipica fu istituito un dipartimento dell’Alta Scuola di Equitazione e addestramento e negli anni Sessanta furono creati un insieme di spazi a uso turistico.

Dopo gli anni Ottanta vennero costruiti in autogestione un ippodromo, 2 maneggi esterni e uno coperto, 3 spazi liberi per l’equitazione e un piccolo museo che racconta la storia del cavallo lipizzano. (nota 2)

Ai nostri giorni nello splendido comprensorio di Lipica, oltre ai corsi di equitazione, nelle strutture dotate di palchi e tribune si svolgono gare estive e spettacoli di dressage. Sono organizzati anche dei percorsi in carrozza e sui pony per i più piccoli ma è bellissimo anche passeggiare tra i sentieri e i pascoli di questi celebri cavalli tra l’aria di bosco e la memoria di tutta la loro lunga storia.

(foto lipica.org) 
Note:

1. Sull’episodio nel 1962 fu girato il film L’ultimo treno da Vienna. ” 

2. I cavalli lipizzani sono conosciuti per il loro candido mantello ma quando nascono sono di colore scurissimo per poi diventare grigio e bianco tra i 7 e 10 anni. 

Fonti tratte da: lipica.org – wien.info – Leone Veronese, Armando ed Enrico Halupca – Enciclopedie Wikipedia e Treccani