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Lokev – Corgnale

La Villa Chorgnalis, così menzionata in un documento del 1304, si trovava lungo il percorso dell’antichissima Strada dei Carsi che dalla Carniola scendeva verso il valico di Monte Spaccato per poi raggiungere le zone costiere.

Alcuni storici supposero che il nome derivasse da quello della gens Cornelia, famiglia patrizia di Roma, ma in seguito la storia lo mutò in quello di Kornial, dal tedesco korn-grano (1), nello slavo Locko, indicante le vasche a riserva d’acqua e infine nell’attuale Lokev.
Dalla fine della Prima Guerra al 1947 il paese passò alla sovranità italiana e venne chiamato Corgnale o anche Corniale per la diffusione dei cespugli di Corniolo nelle vicine campagne.

Attraverso la strategica vallata passarono dunque legioni romane, soldati, pellegrini, mercanti con i loro carri colmi di grano (2) e i leggendari Cavalieri del Tempio in cammino verso la Terrasanta.
Nonostante la mancanza di documentazioni certe, la presenza dell’ordine religioso-militare del Templari è riportata su diversi testi storici adducendo la possibile concessione da parte dei Patriarchi di Aquileia in tempi precedenti a quella dei Conti di Gorizia.

Su alcune pietre del sentiero prospiciente la chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo sono visibili delle incisioni le cui origini sono ancora oggetto di diverse interpretazioni come i disegni chiamati comunemente “Triplice cinta(3) che risulterebbero però intagliati in epoche diverse.
Sarà forse per la suggestione delle leggende legate al mito del Sacro Graal ma suscita davvero un’emozione quel calice sormontato dalla croce inciso su una pietra davvero antichissima.Molti storici asserirono comunque che la parrocchia di Corniale sia stata ricostruita nel 1635 sulle fondamenta di una precedente risalente all’inizio del XII secolo (4) di cui fu salvata una campana datata nell’A.D. 1114 (5) funzionante fino alla sua fusione nel corso della Grande Guerra.
Anche un preziosissimo Crocifisso qui conservato dovrebbe pure risalire ai primi decenni del XII secolo come dimostrerebbe la corona a 3 corni sul capo di Cristo-trionfatore, tipica rappresentazione iconografica del Medio Evo.
La croce in rame dorato con parti trattate a smalto venne recuperata nel vicino cimitero dove era stata gettata inchiodata su qualche supporto come si evince dai 14 più recenti fori.

Sulle pareti della chiesa, tra il 1942 e il 1942 l’artista sloveno Tone Kralj (1900-1973) dipinse i grandi pannelli con splendide immagini ispirate alla vita di Cristo e i 14 quadri collocati sotto la consolle con immagini della Via Crucis e della crocifissione. 

Non risultano notizie sull’origine della chiesetta gotica “Maria Ausiliatrice” collocata tra le mura del comprensorio ecclesiastico; l’epigrafe incisa sopra il portale riporta la data del 1426 corrispondente alla data del restauro avvenuto sulle rovine di una precedente cappella.

Nel piazzale accanto le 2 chiese si erge l’antica Torre cilindrica costruita a difesa delle frequenti scorrerie degli eserciti turchi. Sebbene l’incisione su una pietra riporti la data dell’anno 1485, un antico documento veneziano attesta l’esistenza di una torre di guardia costruita tra l’XI e il XII secolo e che nell’A.D. 1234 il suo custode fosse il conte Mainardo III di Gorizia.

La didascalia della foto d’epoca tratta dal testo “Il Carso della provincia di Trieste di Dante Cannarella riporta il nome di “Torre del Capitano”

Durante la guerra tra Trieste e Venezia, nel febbraio 1463 il Doge Cristoforo Moro ordinò l’occupazione della Torre che venne assediata dal capitano de Gavardo. Mancando notizie scritte, fu dedotto che allora fosse stata distrutta per poi essere riedificata come ancora oggi appare.

Dopo i restauri seguiti alla seconda guerra, la Torre venne adibita a Municipio e in seguito trasformata in un Museo militare con reperti dei 2 conflitti mondiali.

Quasi vis-à-vis si trova la vecchia bottega Fabiani, fondata nel 1869, attiva fino al 1948 e oggi conservata come museo con un’incredibile quantità di arredi e merci del tempo che fu.

Foto fabianova Le strade di Lokev conservano ancora antichi casali di pietra con le finestre inferriate, piccole fattorie con i cortili di calce bianca, balconate di legno e camini di vecchi focolari ma non mancano numerosi locali di ristorazione.

Intorno alla cittadina si snodano i sentieri tra la verde vallata e ci piace pensare a quell’antica Strada dei Carsi dove passarono così tanti mercanti e i mitici Cavalieri del Tempio verso terre lontane.

Note:
1. A Corgnale esisteva un tempo un grande mercato di grano 
2. Detti anche “mussolati” per il traino dei somari 
3. Questi disegni sono comunque presenti in molti luoghi sia in Italia che in Europa
4. Ridotta in totale rovina nel 1613
5. dall’incisione: Ich Erhart von Prr. Hülben las die Glocken Machen

Fonti tratte da: Comunità Religiose di Trieste: contributi di conoscenza, Ist. Enciclopedia del FVG – a cura dei Civici Musei di Storia e Arte;
L. Foscan – E. Vecchiet, I Castelli del Carso Medioevale, Ed. Svevo, Trieste, 1985 – Luigi Foscan, Guida ai castelli e ai luoghi fortificati del Carso italiano e sloveno, Ed. Svevo, Trieste, 1996;
Gustavo Cumin, Guida della Carsia Giulia, Arnaldo Forni Editore, Sala Bolognese, 2009

Foto di Gabriella Amstici